COMMENTO ALLA X RASSEGNA
(del maestro A. Greco Lucchina )
Ore 15:30.
L’abito scuro, la camicia bianca e la cravatta rossa, stirati e
inamidati sono in attesa sulla sedia: tutto è già pronto per la Xa Rassegna.
Il lavoro è stato tanto e tanto quello che ancora si dovrà fare;
nonostante fisicamente assente, immagino l’operosità e il vociare di
questi giorni: pane, olio, spezie, aromi, bignè, panna, uova, farina,
latte, zucchero, cavi, cavetti, proiettori, fari, computer, tastiere,
200 euro fanno sicuramente la differenza, una organizzazione che neanche
l’apprendista stregone o il mago Merlino di “disneiana” memoria avrebbe
saputo mettere in piedi: “fa la magia tutto quel che vuoi tu bibbidi
bobbidi bu”.
Alle 16:30 la Chiesa Madre è ancora vuota, c’è silenzio, il silenzio
dell’attesa, le voci, i saluti, le risate sono in un posto più adeguato,
dove il caffè innaffia i pasticcini e dà ristoro ai coristi stanchi di
un viaggio più o meno lungo, ma comunque faticoso e che per alcuni si
concluderà solo a tarda sera, complice l’imprevedibilità degli eventi.
Poco alla volta, prima timidamente, poi con più coraggio quindi in modo
scrosciante i banchi si riempiono e così le luci si spengono lasciando
il posto ai riflettori che illuminano i visi tesi e concentrati dei
Cantores Dei. Le parole della Presidente vibrano nell’aria e l’aneddoto
sanremese introduce la presentatrice; poi la poesia, il silenzio e le
mani disegnano nell’atmosfera impalpabile il colore delle voci nelle
note del Puer Natus, Cercheremo e le chant qu’il offre a ta gloire
immortelle de te don returne comblè.
Ha inizio così il balletto delle corali: i bambini sono bambini, i
grandi dovrebbero capirlo soprattutto nel guidarli, il San Giacomo è
alla prima rassegna e l’emozione si sente, l’Euphonè vola alto nella
contemplazione e invita alla preghiera mistica, i Magnificat
arricchiscono di sonorità e vibrazioni con sicurezza ed esperienza, gli
Holy Light regalano il ritmo e la gioia della musica nuova, Peroverde
l’eleganza del lirismo, dalle Madonne si riscoprono suoni antichi e
tradizioni regionali, Guzzardo dona la compostezza e il rigore di chi
sa, sa fare, sa far fare e trasforma in semplice ciò che in realtà non
lo è.
Infine la preghiera corale alla Madonna e alla nostra terra, sono
preludio di un momento meno aulico, ma sicuramente conviviale e
indispensabile per concludere in allegria. I “tarallucci e il vino”
hanno sempre il loro effetto e tra un bicchiere di limoncello e un
fichetto secco con la mandorla dentro: alzo un virtuale calice per
brindare alla vita e all’amore, così diceva un vecchio amico,
ringraziando tutti e gridando: “per i Cantores Dei hip hip… urrà!
Premio Tecnico
Gruppo Vocale: Euphonè - Altavilla Milicia
M° Vincenzo Marino
Per la migliore esecuzione tecnico-vocale e direttoriale.
Premio "Musica Nuova"
Coro: Holy Light - Palermo
M° Beatrice Grimaldi
Per il brano "Soon a will be down"
Premio "Regione Sicilia"
Coro Polifonico delle Madonie
M° Alessandro Valenza
Per il brano: "A scinnuta di la cruci"
trasmetteremo
la differita della rassegna su questo spazio .....a giorni comunicheremo
la data